venerdì 10 maggio 2013

CAVAION V.SE, PARCO …… FOTOVOLTAICO

RIPIANTIAMO GLI ALBERI

Non è la libertà che manca, sono gli uomini liberi.
(Leopoldo Longanesi, 1905-1957)

L’opinione pubblica ben informata è la Corte Suprema di ogni società.
(Joseph Pulitzer, Ungheria 1847 -  USA 1911)

Nobel, tormentato dall’idea di possibili applicazioni belliche e/o distruttive della sua invenzione, la dinamite, nel suo testamento dispose l’istituzione di riconoscimenti finalizzati a premiare attività che illuminassero ed aiutassero l’Uomo a vivere degnamente e in pace.
Nel 1901 furono assegnati i primi Premi Nobel: per la pace, la letteratura, la chimica, la medicina e la fisica.
Alfred Bernhard Nobel era nato a Stoccolma nel 1833 e si spense a Sanremo nel 1896.

Altri esempi si potrebbero addurre al fine di rendere chiaro un concetto: certe applicazioni, certi oggetti non sono negativi in sé ed in assoluto, può però essere stolto l’uso che se ne fa. E criticarne un uso improprio non significa negarne il medesimo bensì esclusivamente, appunto, certe improprietà dello stesso.
Con un paio di forbici si può tagliare un filo, o il famoso nastro tricolore delle inaugurazioni, azione tanto cara ai sacerdoti del marketing applicato alla politica, ed anche assassinare una persona. Eliminiamo le forbici?

 Ed ora entriamo nel vivo della questione.

Ieri sera, 7 maggio, in concomitanza con la riunione degli artisti cavaionesi, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale presentavano alla cittadinanza l’opera pubblica relativa alla realizzazione di un Parco Fotovoltaico. La precisazione è dovuta, dato che ho partecipato alla riunione e non preso parte all’assemblea pubblica. Ero però informata sul tema avendo letto la locandina.

Certo, parco, dapprima fa pensare ad un’area verde, piantumata. Un luogo dove andare a passeggiare e sostare, seduti su una panchina, per oziare ascoltando il cinguettio di uccellini, le voci squillanti di bambini intenti nei loro giochi, o voci di turisti che conversano in idiomi diversi dal nostro, osservare le foglie degli alberi frementi per l’insinuarsi fra di loro di brezze ristoratrici, per leggere un quotidiano, un buon libro.
No, da noi i parchi, quelli verdi, non fanno parte dell’orizzonte mentale dei nostri Amministratori.
Il Parco è fotovoltaico. Quindi tanti lucidi pannelli grigi disposti in ordinate file simili a scudi di un antico esercito in assetto di marcia. Quei pannelli, che catturando la forza dei raggi solari la trasformano in energia elettrica, energia pulita. Quei pannelli che spesso capita di vedere stesi su tetti di fattorie bavaresi, su tetti di edifici pubblici moderni, su capannoni industriali. Perché in Paesi o aree dove la tutela del paesaggio e del territorio è fattuale e non verbale, come da noi, non si distruggono aree verdeggianti per piazzarvi corpi che snaturano la complessa e variegata specificità del luogo
Perché non ci si dovrebbe dimenticare la funzione purificatrice dell’aria svolta dagli alberi: avete mai sentito parlare della fotosintesi clorofilliana? Quel processo mediante il quale gli alberi, meglio le foglie di alberi arbusti, anche pungenti rovi, trasformano l’anidride carbonica (CO2 ) in ossigeno. Ai miei tempi lo insegnava la signora maestra, ovvero si apprendeva alle elementari.

La nostra illuminata Amministrazione ha invece pensato di distruggere circa 11.500 -12.000 mq di verde, un boschetto, per farla diventare grigia.

La foto ha più di 20 anni, quindi non evidenzia il boschetto venutosi nel tempo a sviluppare nelle aree abbracciate dallo svincolo di Cavaion Veronese, come si può apprezzare nella seguente istantanea, risalente al Giugno 2009.



Ora, qualcuno ci dovrebbe dire quanta CO2  è grado di smaltire un boschetto di circa 11.500-12.000 mq nell’arco di 30 anni, giusto per amor di precisione.
Considerando che lo svincolo non è circondato da una zona a forte densità di edifici commerciali, bensì da vigneti, che lì vicino c’è un agriturismo, mi viene da pensare che un’aria più salubre era più vantaggiosa sia per i turisti ospiti di Ca’ Persiane sia per le viti. Perché lì si è modificato, peggiorato, il microclima e distrutta ogni forma di vita, lì non si eviterà l’emissione di anidride carbonica, CO2, bensì si aumenterà!
I nostri Amministratori, ritornando dalle allegre giornate trascorse nella gemellata, bavarese Bad Aibling, non hanno mai notato i pannelli fotovoltaici che fungono anche da barriera fonoassorbente, due piccioni con una fava, sull’Autostrada del Brennero?
Non siamo nemmeno in grado di copiare?

Barriera fonoassorbente con pannelli fotovoltaici a protezione dell’abitato di Marano (comune d’Isera) lungo l’autostrada del Brennero.

Dato l’ampio sviluppo della barriera – che misura in lunghezza 1.067 metri ed è alta mediamente 5,60 metri – la superficie disponibile ospita 3.944 moduli fotovoltaici, capaci di produrre un’energia pari a circa 690.000 kiloWatt/ora annui [1]




E dire che di barriere fonoassorbenti a protezione di Cavaion ce ne sarebbe bisogno!

 

A Cavaion, in località Camporengo, sussistono capannoni in gran quantità, il tetto dei quali costituisce una “dimora naturale” di pannelli fotovoltaici. Avremmo così continuato a beneficiare della funzione che la meravigliosa e provvida madre natura ha attribuito alle foglie, chiamiamole “pannelli fotopurificanti”, ed anche del resto, come da manifesto.
Ma, al solito, si vive evangelicamente alla giornata, si prendono comode scorciatoie con esiti negativi per gli anni a venire. La collocazione di pannelli fotovoltaici sui capannoni di Camporengo avrebbe presupposto un lavoro di concertazione e di sinergie, una serie di incontri con i proprietari per esporre loro il progetto, una serie di incontri con le società che finanziano tali interventi.
In altre parole il pensiero di un progetto: esercizio sconosciuto ai nostri Amministratori.

Ne volete un esempio?
Finita la riunione degli artisti, tenutasi in biblioteca, mi dirigo verso la Sala Civica. Amministratore e cittadini stanno uscendo: presentazione conclusa.
Fra i presenti un gruppetto di giovani dell’associazione LiberaMente.
Non gli chiedo le loro impressioni sul Parco fotovoltaico, mi erano già giunte voci in merito. Gli chiedo se hanno notizie sulla conclusione dei lavori di restauro della Torre Rossa. Settembre, mi rispondono.
Orbene il 7 Novembre 2012, la serata dedicata alla presentazione della suddetta associazione giovanile, alla domanda sulla conclusione dei lavori, il Sindaco, senza batter ciglio, prontamente rispose: Gennaio 2013. Alla fine di Gennaio il cantiere era ancora aperto e non dava segni di vita. Sollecitato il Sindaco indicò una nuova data: Marzo.  Passa un giorno, passa l’altro e siamo arrivati a Maggio: il cantiere è ancora inattivo (foto del 1 Maggio 2013). Aspettiamo fiduciosi l’autunno: di che anno?

Un Sindaco si può paragonare ad un Direttore Generale di un’azienda privata. Un dirigente che non sa che cosa succede nell’azienda da lui gestita, è dotato del dovuto senso di responsabilità? è affidabile? è credibile?

«Dovreste ripartire con gli striscioni», dico ad uno dei ragazzi. Risposta: «Quali striscioni? Non siamo mica stati noi. »
Mi riferivo a quelli che invocavano lo stop al consumo di territorio e denunciavano la cementificazione di Cavaion, apparsi in paese in tardo autunno dello scorso anno.
Secondo il baldo giovane, qualcuno di fuori si è dato la briga di scrivere e stendere gli striscioni a Cavaion Veronese.
Chiedo scusa per averli sospettati di questo nobile gesto. A dire il vero, avevo sospettato già nella serata inaugurale che non fossero loro quelli contro la cementificazione selvaggia: infatti il Sindaco gli promise la costruzione di un centro giovanile e nessuno obiettò che anche quello era consumo di territorio.

Sul cartello di cantiere della ristrutturanda Torre Rossa si dice che la stessa è destinata a CASA DELLE ASSOCIAZIONI E CENTRO GIOVANILE.
Ne consegue che quelli di LiberaMente sarebbero doppiamente a casa loro, in quanto associazione ed in quanto giovani: allora, perché il Sindaco promette la realizzazione di un fabbricato destinato a centro giovanile?
Il Primo Cittadino sembra essere vittima di imbarazzanti amnesie.


Ma, torniamo al Parco fotovoltaico: un rappresentante dell’opposizione mi dice che non si può far niente, ormai il “dado è tratto”. Ma, dico io, quelli di Progetto Paese, anche loro contrari alla soluzione adottata dalla reggenza, saranno ben stati al corrente del progetto, se ne sarà parlato in Consiglio Comunale. Perché non ne hanno informato i cittadini? Sempre perché non hanno tempo?

Perché non si propongono come comitato promotore della “riforestazione” del sito per il Parco Fotovoltaico?
Per esempio organizzando un gruppo di cittadini, di qualsiasi età, ad acquistare o procurarsi un alberello o un arbusto e poi insieme recarsi nell’area incriminata e piantarli? Ovviamente previo invito della stampa.
L’ Amministrazione ignora, oserei dire per forma mentis, il problema della tutela del paesaggio e del territorio, la manutenzione delle opere pubbliche, indebita il paese con acquisti finalizzati a non si sa bene che cosa, ci troviamo con una faraonica Caserma dei Carabinieri che il Sindaco, da grande esteta, considera bellissima, che è un ulteriore scempio paesaggistico, e che, se non sono informata male, ci costerà anche in termini di manutenzione.

Di che cosa ci attenda nel futuro, cementificamente parlando, non sappiamo pressoché nulla, salvo un’altra manciata di rotatorie.
La serata dedicata al PAT (31 Gennaio 2013) è stata una solenne presa in giro: lo scopo non era informare ma tirar tardi senza dire nulla di concreto.
L’opposizione non ha imposto chiarezza agli Amministratori.
Volete saperne di più? Consultate il sito del Comune alla voce PAT: VUOTA !!!!!!!!!!!!!
E’ troppo chiedere che qualcuno ci informi sullo stato attuale del PAT?

Non siamo amministrati, siamo costretti a subire scelte spesso opinabili. I cittadini, essi stessi complici, sono trattati come sudditi, come usavano i signorotti nel Medioevo.
Sempre più spesso mi sovviene Sordi ne “Il Marchese del Grillo”: travestito da popolano, affrontando le proteste di chi, ritenendolo uno di loro, gli rinfacciava di essere ingiustamente privilegiato, reagiva con supponenza, citando un verso del Belli:

… «Iö sò io e vvoi non zete un cazzo,…”[2]


Adriana Bozzetto (una extra-comunitaria)


P.S. Si possono ridurre le emissioni di anidride carbonica, CO2,  anche obbligando a costruire edifici ad impatto ZERO, visto che il cemento continuerà a colare, con nessun costo per la comunità. Non solo, ma anche e soprattutto, promuovendo con incentivi l’abbattimento/riduzione dell’impatto ambientale di edifici preesistenti. Non è fantascienza, in altre regioni/Nazioni si fa. Anche questi interventi sosterrebbero l’edilizia e senza provocare ulteriori disastri.





[2] Li soprani der monno vecchio Giuseppe Gioacchino Belli (Roma, 1791 – 1863), Sonetti, i Meridiani, Arnoldo Mondadori Editore, 1994, pag. 89

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sabato 4 maggio 2013

Cavaion Veronese, fotovoltaico SI consumo del territorio NO

L'Amministrazione Comunale ha il piacere di invitare la cittadinanza alla presentazione dell'opera pubblica relativa alla realizzazione di un "Parco" Fotovoltaico posto su uno svincolo stradale (entrate ed uscite superstrada Affi-Peschiera) omissis

Brevi considerazioni:

Produrre energia elettrica con l’uso di pannelli fotovoltaici è una pratica che si sta sempre più diffondendo, anche grazie a sostanziosi contributi, e alla quale non si può che guardare con favore, dal momento che si utilizza una fonte energetica inesauribile, il sole, e si contribuisce in modo sostanziale alla riduzione di emissione in atmosfera di gas serra.
Accanto alla creazione di piccoli impianti localizzati sui tetti degli edifici, però, stanno ora iniziando a proliferare le richieste di autorizzazione alla creazione di impianti a terra, denominati un po’ eufemisticamente “parchi fotovoltaici”: si tratta di schiere di pannelli disposti in file parallele con adeguato orientamento, sopraelevati rispetto al piano di campagna.  
Omissis
Come movimento “Stop al consumo di territorio” abbiamo discusso e ci siamo confrontati con altre realtà interessate da progetti analoghi, giungendo alla conclusione che sia fondamentale dire un tassativo NO a tali realizzazioni, per molte ragioni, la prima delle quali è: perché occupare suolo agricolo o superfici libere per realizzare impianti che possono trovare spazio (e quanto!) su superfici già irrimediabilmente compromesse dal punto di vista naturale, come ad esempio i tetti dei capannoni?
Il no agli impianti fotovoltaici che consumano suolo è stato pronunciato anche da coloro che sono intervenuti al convegno “Fotovoltaico sì, ma dove?” tenutosi il 3 luglio a Carmagnola, organizzato per mettere a confronto voci diverse su un problema che sta toccando la città molto da vicino: la giunta comunale ha infatti deliberato un parere negativo nei confronti di una richiesta di costruzione di un impianto a terra di 7 ettari (tra l’altro il sindaco riferiva che stanno arrivando altre domande: 30 ettari da una ditta tedesca, 40 ettari verso Ceresole,..).  
Omissis
Il motivo fondamentale della nostra posizione nettamente contraria è ovviamente che la creazione dei “parchi” comporta consumo di suolo (non così semplicemente restituibile alla natura o all’agricoltura ed esaurimento dell’impianto…), consumo di spazio (bene preziosissimo nei nostri territori così densamente antropizzati), e in definitiva presenta una contraddizione di fondo: quella di ricorrere ad una fonte energetica rinnovabile consumando però un’altra risorsa non riproducibile, il suolo!
Ci sono poi altre considerazioni da fare:
- L’impatto sul paesaggio determinato da ettari di filari di pannelli, al di sotto dei quali nel migliore dei casi ci può essere un prato nel quale però la biodiversità sarà sicuramente ridotta, dal momento che si crea un microclima sfavorevole; quando invece i pannelli sono integrati nei tetti l’impatto visivo è minimo e quello ambientale nullo
Omissis
- La diffusione di piccoli impianti, nei quali le famiglie diventano produttrici di energia, stimola la consapevolezza dei propri consumi e l’acquisizione di stili di vita energeticamente sostenibili
- La creazione di grandi impianti su suoli agricoli, infine, non può che determinare un grave squilibrio nel mercato degli affitti agrari, dal momento che già ora l’affitto di un terreno per impianti fotovoltaici è circa il triplo di quello normale.
Omissis

Tratto dal post "Perchè no al fotovoltaico su terreni agricoli"   
blog stopalconsumoditerritoriosaviglianese

Trentino, La Sat: «Pannelli solari solo sui tetti» 

E per la serie siamo propositivi :
I pannelli fotovoltaici lungo l'A22: una fonte energetica senza consumo di territorio

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martedì 30 aprile 2013

A Lazise "Prima che sia troppo tardi!" due serate sulle infiltrazioni mafiose nel nord Italia

Lazise - Lago di Garda (VR)
La Parrocchia di Don Achille, supplendo  a lacune da parte di altri, organizza due serate dedicate alle infiltrazioni mafiose  nelle nostre zone e nel resto del nord Italia, intitolate: "Prima che sia troppo tardi"con la presenza di autorevoli firme della carta stampata e del giornalismo d'inchiesta: Feruccio Sansa; Paolo Romani; Peter Gomez; Mario Portanova; Lirio Abbate.
Moderatore il lacisiense Paolo Biondani de L'Espresso.
"La Parrocchia di Lazise organizza un ciclo di incontri pubblici con giornalisti d'inchiesta dei più importanti
mezzi d'informazione nazionali, per rispondere alle domande dei cittadini,
PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI !
Le organizzazioni mafiose stanno attaccando il Nord Italia. Lo dimostrano inchieste e processi con centinaia di condanne dalla Lombardia alla Liguria, dal Piemonte all'Emilia. In Veneto il problema è taciuto e sottovalutato, nonostante i pesanti segnali di infiltrazione nei grandi traffici criminali e nel sistema delle imprese legali.
Perchè la mafia punta al Nord? Quali rischi corrono i Comuni del Lago di Garda?
Come possiamo difendere il nostro territorio?

VENERDÌ 3 MAGGIO 2013, ORE 21, CENTRO GIOVANILE
M A F I A  E  C E M E N T O

Le speculazioni edilizie devastano l'ambiente, impoveriscono il territorio e rovinano il paesaggio minacciando così anche il futuro del turismo. Ma in molte regioni italiane gli affari del cemento hanno richiamato anche capitali sporchi e interessi mafiosi. Ne parlano: Mario Portanova, giornalista de "Il Fatto quotidiano", autore di inchieste televisive per la Rai e per varie TV straniere, ha scritto il libro-inchiesta "la Mafia a Milano" ed è stato tra i redattori-fondatori della testata "Società Civile" di Nando Dalla Chiesa; Ferruccio Sansa, già inviato speciale dei quotidiani "La Repubblica" e "La Stampa", autore del libro-inchiesta "Il partito del cemento", oggi è il responsabile del settimanale di approfondimento de "Il Fatto Quotidiano";
Pier Paolo Romani, giornalista e scrittore, presidente di "Avviso Pubblico", l'associazione nazionale di tutela e formazione degli amministratori locali minacciati dalla mafia.

VENERDÌ 10 MAGGIO 2013, ORE 21, CENTRO GIOVANILE
M A F I A  E  P O L I T I C A

La criminalità esiste in tutto il mondo, ma soprattutto in Italia la politica è da decenni condizionata dai voti, soldi, complicità e violenze delle organizzazioni mafiose. Il potere mafioso continua ancora oggi a ondizionare la politica? Ne parlano:
Peter Gomez, direttore del sito de "Il Fatto Quotidiano", autore di numerosi libri di denuncia con Marco Travaglio; Lirio Abbate, inviato speciale del settimanale "L'Espresso", autore del libro-inchiesta "I complici" sulla nuova mafia di Bernardo Provenzano, per il quale ha subìto gravi minacce dai boss di Cosa Nostra e ora è costretto a vivere sotto scorta.
Gli incontri saranno moderati da Paolo Biondani,giornalista del settimanale "L'Espresso".
L'INVITO A QUESTI INCONTRI È CALOROSO E APERTO A TUTTI , CITTADINI E AUTORITÀ"

Il Garda va salvato da mafia, TAV e cemento. Parola di Vittorio Messori  

Paolo Biondani - Rischio mafie nel "cemento del Garda" 

'NDRANGHETA ALL'ASSALTO DEL VERONESE di Benny Calasanzio 

Paolo Biondani - Lago di Garda e di cemento


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martedì 23 aprile 2013

Incaffi - Festa di Primavera 2013














FESTA DI PRIMAVERA E DEI GINEVRINI 2013
Mercoledì 1, Venerdì 3, Sabato 4, Domenica 5 maggio 2013

Programma
Mercoledì 1 maggio
Ore 9 Escursione guidata “sora e soto le sengie” tra i boschi e le rocce del Moscal e di Incaffi (3 ore circa).
Escursione medio-facile con rinfresco-aperitivo a villa Fracastoro.
Ore 13 pranzo (bruschette, risotto coi bruschi e ortiche o lasagnette alla boscaiola, galletto aromatizzato
con ginepro ai ferri o carne salà, patatine fritte, fogassa su la gradèla, vino e acqua) (costo euro 15)
Ore 15-18 Visita guidata nella Val Sorda tra calanchi e vegetazione
Dalle ore 18: concerto del gruppo “Valise Pronte”, aperitivo con bruschette, patatine fritte e birra alla
spina
Dalle ore 19 Cena con bruschette, risotto coi bruschi e ortighe, lasagnette alla boscaiola, galletto
aromatizzato con ginepro ai ferri, carne salà, patatine fritte, fogassa su la gradèla.
Musica con il gruppo “Valise Pronte”

Venerdì 3 maggio
Ore 18 aperitivo con bruschette, patatine fritte e birra alla spina
Dalle ore 19 Cena con bruschette, risotto coi bruschi e ortighe, lasagnette alla boscaiola, galletto
aromatizzato con ginepro ai ferri, carne salà, patatine fritte, fogassa su la gradèla.
Ore 20.30 Le Stelle del Moscal: osservazione delle stelle con telescopi (gruppo Astrofili Mozzecane)

Sabato 4 maggio
Ore 18 aperitivo con bruschette, patatine fritte e birra alla spina.
Dalle ore 19 Cena con bruschette, risotto coi bruschi e ortighe, lasagnette alla boscaiola, galletto
aromatizzato con ginepro ai ferri, carne salà, patatine fritte, fogassa su la gradèla.
Ore 20.30 Escursione per ascoltare il canto degli usignoli

Domenica 5 maggio
Ore 13 pranzo (bruschette, risotto coi bruschi e ortighe, lasagnette alla boscaiola, galletto aromatizzato
con ginepro ai ferri, carne salà, patatine fritte, fogassa su la gradèla,
Ore 15-18 Visita guidata sul Moscal
Dalle ore 18: aperitivo con bruschette, patatine fritte e birra alla spina,
Dalle 19 Cena con bruschette, risotto coi bruschi e ortighe, lasagnette alla boscaiola, galletto aromatizzato
con ginepro ai ferri, carne salà, patatine fritte, fogassa su la gradèla.

LA FESTA SI TERRA’ IN APPOSITO TENDONE, CON QUALSIASI TEMPO
IL RICAVATO DELLA FESTA SARA’ DEVOLUTO IN BENEFICENZA

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lunedì 22 aprile 2013

Napolitano bis, Funeral Party di Marco Travaglio


La scena supera la più allucinata fantasia dei maestri dell’horror, roba da far impallidire Stephen King e Dario Argento. Il cadavere putrefatto e maleodorante di un sistema marcio e schiacciato dal peso di cricche e mafie, tangenti e ricatti, si barrica nel sarcofago inchiodando il coperchio dall’interno per non far uscire la puzza e i vermi. Tenta la mission impossible di ricomporre la decomposizione. E sceglie un becchino a sua immagine e somiglianza: un presidente coetaneo di Mugabe, voltagabbana (fino all’altroieri giurava che mai si sarebbe ricandidato) e potenzialmente ricattabile (le telefonate con Mancino, anche quando verranno distrutte, saranno comunque note a poliziotti, magistrati, tecnici e soprattutto a Mancino), che da sempre lavora per l’inciucio (prima con Craxi, poi con B.) e finalmente l’ha ottenuto.

E con una votazione dal sapore vagamente mafioso (ogni scheda rigorosamente segnata e firmata, nella miglior tradizione corleonese). Pur di non mandare al Quirinale un uomo onesto, progressista, libero, non ricattabile e non controllabile, il Pd che giurava agli elettori “mai al governo con B.” va al governo con B., ufficializzando l’inciucio che dura sottobanco da vent’anni. Per non darla vinta ai 5Stelle, s’infila nelle fauci del Caimano e si condanna all’estinzione, regalando proprio a Grillo l’esclusiva del cambiamento e la bandiera di quel che resta della sinistra (con tanti saluti ai “rottamatori” più decrepiti di chi volevano rottamare). La cosa potrebbe non essere un dramma, se non fosse che trasforma la Repubblica italiana in una monarchia assoluta e la consegna a un governo di mummie, con i dieci saggi promossi ministri e il loro programma Ancien Régime a completare la Restaurazione. Viene in mente il ritorno dei codini nel 1815, dopo il Congresso di Vienna, con la differenza che qui non c’è stata rivoluzione né s’è visto un Napoleone.

Ma il richiamo storico più appropriato è Weimar, con i vecchi partiti di centrosinistra che nel 1932 riconfermano il vecchio e rincoglionito generale von Hindenburg, 85 anni, spianando la strada a Hitler. Qui per fortuna non c’è alcun Hitler all’orizzonte. Però c’è B., che fino all’altroieri tremava dinanzi al Parlamento più antiberlusconiano del ventennio e ora si prepara a stravincere le prossime elezioni e salire al Colle appena Re Giorgio abdicherà.

A meno che non resti abbarbicato al trono fino a 95 anni, imbalsamato e impagliato come certi autocrati, dagli iberici Salazar e Franco ai sovietici Andropov e Cernenko, tenuti in vita artificialmente con raffinate tecniche di ibernazione e ostesi in pubblico con marchingegni alle braccia per simulare un qualche stato motorio. Ieri, dall’unione dei necrofili di sinistra e del pedofilo di destra, è nato un regime ancor più plumbeo di quello berlusconiano e più blindato di quello montiano, perché è l’ultima trincea della banda larga che comanda e saccheggia l’Italia da decenni, prima della Caporetto finale. Prepariamoci al pensiero unico di stampa e tv, alla canzone mononota a reti ed edicole unificate. Ne abbiamo avuto i primi assaggi nelle dirette tv, con la staffetta dei signorini grandi firme che magnificavano l’estremo sacrificio dell’Uomo della Provvidenza e del Salvatore della Patria, con lavoretti di bocca e di lingua sulle prostate inerti e gli scroti inanimati delle solite cariatidi. Le famose pompe funebri.

Ps. Da oggi Grillo ha una responsabilità infinitamente superiore a quella di ieri. Non è più solo il leader del suo movimento, ma il punto di riferimento di quei milioni di cittadini (di centrosinistra, ma non solo) che non si rassegnano al ritorno dei morti morenti e rappresentano un quarto del Parlamento. A costo di far violenza a se stesso, dovrà parlare a tutti con un linguaggio nuovo. Senza rinunciare a chiamare le cose col loro nome. Ma senza prestare il fianco alle provocazioni di un regime fondato sulla disperazione, quindi capace di tutto.
 

Il Fatto Quotidiano, 21  Aprile 2013

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sabato 13 aprile 2013

Festival Rama 2013, Forte Papa - Peschiera del Garda











Ideato inizialmente come festa di compleanno con lo scopo di far esprimere e conoscere i gruppi musicali del Baldo Garda, il Festival Rama giunge alla sua terza edizione.
 
Non si può che rilevare entusiasmo e soddisfazione dal festeggiato Rama Lorenzo, classe 1987, residente a Cavaion Veronese che in soli tre anni dalla prima edizione, vede la propria "creatura" (portante il suo cognome per chi non lo avesse ancora capito), ritrovare sempre  più,  anno dopo anno, riscontro tra i giovani del loco e non solo, "Tutto è nato perchè nel mio paese mancava un'occasione ed uno spazio dove  potessero suonare le band locali, così, con il pretesto del mio compleanno decisi di inventare il Festival Rama, un momento organizzato da noi musicisti aperto a tutti." Ed il tempo sembra avergli dato ragione, infatti, dopo Cavaion Veronese e Colà di Lazise, quest'anno il Festival si terrà nella suggestiva cornice del forte Papa di Peschiera del Garda con una doppia programmazione in due differenti sale, la prima ospiterà le band locali (Micro Touchs Magics,What a  Confusion, Gang Band, Not Legal For Trade,  4LP , GoodBye DOG) con generi che vanno dal Rap Core all' Alternative Rock passando per il Crossover, Punk,Rap , Ska , Reggae ed altri ; insomma musica per tutti e per chi non ne avesse abbastanza nella seconda sala si esibiranno vari DJ tra i quali MGDK Tiberias Towa, Naty Basstardi,  GiorgiBoy.

Gli organizzatori tengono a sottolineare che  il ricavato della serata verrà devoluto a favore dell' Olympic Basket Verona, squadra di basket in carrozzina.

Ormai sempre meno compleanno, sempre più evento con concerti, dj set, stand gastronomico (gestito dall'associazione sportiva "Tobia Basket Cavaion")  e molto altro ancora,  il FESTIVAL RAMA, con il patrocinio del Comune di Peschiera del Garda, sabato 27 aprile alle ore 19,00 presso il Forte Papa (in Via Forte Papa - Peschiera del Garda) , è pronto ad aprire la le porte al pubblico.


Foto scattata a Colà di Lazise durante la seconda edizione del Festival Rama

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venerdì 5 aprile 2013

Rivoluzione d'Amore! - Madre Teresa di Calcutta

Mother Teresa of Calcutta a Great ReEvolutionary Woman! Revolutionary of love and charity. 



La gioia è amore, la conseguenza logica
di un cuore ardente d'amore.
La gioia è una necessità
e una forza fisica.
la nostra lampada arderà
dei sacrifici fatti con amore
se siamo pieni di gioia.





Madre Teresa di Calcutta, al secolo Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu ( Skopje, 26 agosto 1910 – Calcutta, 5 settembre 1997), è stata una religiosa e beata albanese, di fede cattolica, fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità. Il suo lavoro tra le vittime della povertà di Calcutta l'ha resa una delle persone più famose al mondo. Ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1979, e il 19 ottobre 2003 è stata proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II.

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mercoledì 3 aprile 2013

Succede a Verona. Un'impresa di giovani a tutela dell'ambiente

 A Porta Vescovo approda «Reverse», che tratta il recupero di materiali di scarto. In un capannone verrà inaugurato un nuovo polo di riferimento. I promotori: «Esperienza innovativa, faremo progetti interessanti» 

I tre giovani imprenditori della Reverse
VERONA. Uno spazio, a pochi passi da Porta Vescovo, destinato a progettualità e collaborazioni tra giovani creativi e imprenditori, che in questi giorni si sta via via riempendo di attrezzi e mobilio per essere inaugurato ufficialmente a maggio. Un edificio, con annesso un capannone di circa 400 metri quadri, nato come falegnameria negli anni Trenta e utilizzato poi come magazzino da una serie di imprese, ma che negli ultimi tre anni è rimasto inattivo e vuoto. Ad adocchiarlo, per renderlo nuovamente produttivo a pieni ritmi, è ora Reverse, prima impresa sociale spuntata su suolo scaligero, che intende trasformare il civico 4 di via Giolfino in un vero e proprio polo di riferimento per chi crede nei vantaggi del lavorare fianco a fianco, specie se condotto da un filo etico comune. «Da qualche mese ci siamo sdoppiati e, oltre all'associazione culturale Reverse Lab, impegnata nella sensibilizzazione del recupero di materiali di scarto e di una cultura del cibo sana e legata al territorio, è nata l'impresa sociale Reverse», spiegano l'architetto Nicola Gastaldo, l'economista Federica Collato, e l'esecutore dei manufatti in legno, Michele Pistaffa, ossia i tre giovani veronesi promotori del nuovo contenitore che sta prendendo forma nella stradina laterale di via Torbido. «Visto che ci occupiamo di tutela ambientale, la nostra forma giuridica è quella di associazione culturale ente commerciale Impresa sociale, quindi siamo iscritti alla sezione speciale delle imprese sociali». Una peculiarità che, se da un lato ha determinato qualche slittamento nei tempi di iscrizione alla Camera di Commercio, dall'altro ha richiamato l'attenzione della Regione, da cui Reverse ha ottenuto un riconoscimento come realtà imprenditoriale giovane, attenta al recupero di scarti di produzione industriale e materiali obsoleti per la realizzazione di arredi e allestimenti.  Dice il gruppo di Reverse: «Con l'avvio dell'impresa avevamo bisogno di spazio e non volevamo restare isolati, ben consapevoli del fatto che dobbiamo essere in rete per coltivare progetti interessanti, anche per il territorio». Nella grande area presa in affitto, definita da chi la sta attrezzando «luogo poco ozioso e molto operativo», si stanno quindi installando, oltre e Reverse e a Reverse Lab, anche professionisti di allestimenti e consulenti nell'ambito di video, foto e del più che mai attuale tema del risparmio energetico. Al loro fianco ci sono appassionati del recupero delle biciclette e dell'auto-produzione di caratteristici bijoux e chincagliere, ma la porta è aperta a chiunque sappia e voglia rimboccarsi le maniche per offrire proposte effettive. «Vogliamo dare vita a un punto di riferimento per la città, a prova che le giovani energie non mancano e possono applicarsi in progetti stimolanti e concreti», concludono i tre professionisti. «Ci poniamo come un laboratorio culturale e pratico del fare, in cui ognuno contamina con il suo sapere e la sua arte».

Da L'Arena.it del 03-04-2013 articoli di Chiara Bazzanella

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venerdì 22 marzo 2013

Regione Veneto ecluse dal bollo per tre anni le auto elettriche e ibride

Piccola good news da una regione sfregiata dal cemento.

Venezia, 22 mar. I veicoli ibridi(*) saranno esentati dal pagamento del bollo auto per tre annualita', dalla data di immatricolazione, a partire dal 2014. Lo ha stabilito un emendamento al Bilancio regionale approvato la scorsa notte su proposta del consigliere leghista vicentino Nicola Finco, presidente della Commissione consiliare Ambiente del Veneto.
''Si tratta - spiega - di una scelta che premia chi investe nel trasporto ambientalmente sostenibile, scegliendo autoveicoli con alimentazione ibrida benzina-elettrica, inclusiva di alimentazione termica, o benzina-idrogeno. Le auto ibride ormai non sono piu' solo a grossa cilindrata: adeguandosi alle richieste di mercato, le case automobilistiche stanno realizzando modelli popolari e di city-car. Di conseguenza, la Regione va incontro ancora una volta alle esigenze dei veneti e alla necessita' di tutela dell'ambiente e della qualita' dell'aria''. Allo scopo, sono stati stanziati al momento 140.000 euro per l'esercizio di Bilancio 2014 e 280.000 euro per il 2015.
''Mi auguro che questo sia solo il primo passo - conclude Finco - tra gli impegni che ci assumeremo quest'anno. Il prossimo sara' lo studio di un sistema infrastrutturale che incentivi sul territorio l'attivazione di punti in cui ricaricare i veicoli elettrici, dando ulteriore spinta alla mobilita' sostenibile a basso impatto. Sempre in Bilancio, stanotte, e' stato approvato uno stanziamento di 3.000.000 di euro per ridurre l'inquinamento atmosferico: un ulteriore segnale di attenzione da parte della regione alle nuove sfide della Green Economy''. 
Da Veneto News del 22-03-13 

(*) Un veicolo ibrido dispone di una motorizzazione che comprende sia un motore a benzina che un motore elettrico. Nello specifico il motore elettrico assiste il motore a benzina convenzionale, permettendo alla vettura di diminuire di gran lunga i consumi e le emissioni inquinanti.
La parte di motore elettrico è alimentata da tante piccole batterie che di solito sono posizionate nella parte posteriore del veicolo, anche per distribuire meglio il peso complessivo. La particolarità dell’ibrido, rispetto ad un motore interamente elettrico, è che le batterie si auto-caricano durante la frenata del veicolo. Le auto ibride sono dotate di un sistema speciale di frenata che trattene l’energia generata dalle ruote nel cambio di velocità. Tale energia cumulata viene utilizzata per la carica delle batterie del motore elettrico. Tutto ciò permette al motore di dipendere sempre meno dalla parte a benzina e aver sempre a disposizione la parte di motore elettrico.

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lunedì 18 marzo 2013

AFFI. Sindaco e assessori si tagliano lo stipendio per 21mila euro

Nel paese delle piste ciclabili e dei centri commerciali disordinati (en bel casin par dir la verità) ,gli amministratori comunali si sono ridotti gli importi delle loro retribuzioni. Speriamo che tale provvedimento sia di esempio anche alle altre amministrazioni in particolare quelle con i bilanci non propriamente "brillanti".

Da L'Arena di Verona di domenica 17 marzo 2013

AFFI. Il sindaco: «Vogliamo mantenere tutti i servizi sociali». E annuncia: «Raddoppiate le detrazioni sulla prima casa»

Sindaco e assessori si tagliano lo stipendio per 21mila euro
Ridotti pure di 39mila euro reperibilità e straordinari dei dipendenti: i soldi risparmiati in un fondo per la solidarietà
Sarà un 2013 di lacrime e sangue per il Comune di Affi che da quest´anno è soggetto al Patto di stabilità. Per far quadrare i conti l´amministrazione taglierà le indennità di sindaco e assessori e gli straordinari e i compensi accessori del personale. Lo ha annunciato il sindaco Roberto Bonometti all´ultimo consiglio comunale.
La paga del sindaco passerà da 1.360 euro lordi mensili a 850. Dimezzate anche quelle degli assessori che ora vanno da un massimo di 126 euro a 63 euro lordi al mese. Prima variavano da 204 ai 102. «Siamo entrati in un vortice negativo che ci obbliga a rivedere i nostri usi e costumi», ha detto il sindaco. «Io e i miei collaboratori abbiamo steso un bilancio di previsione che dà la possibilità alle persone in difficoltà di avere un sostegno, mantenendo tutti i servizi sociali. La prima variazione che il nostro governo dovrebbe fare è diminuire i costi della macchina burocratica. Seguendo! questo principio abbiamo ridotto nel nostro Comune il costo del personale di circa 60 mila euro. Sono state abbassate le indennità degli amministratori di 21mila euro. Il resto dei risparmi deriva dalla riduzione degli incentivi, straordinari e reperibilità dei dipendenti (39mila euro, ndr). Con questi soldi abbiamo creato un fondo di solidarietà».
Il consiglio ha quindi stabilito le aliquote Imu e Irpef. «Continuiamo a pensare che l´Imu sulla prima casa sia assurda», ha detto il sindaco. «Pertanto applicheremo un´ulteriore detrazione per la prima casa (la precedente era di 200 euro, ndr) portandola a 400 euro più 50 per ogni figlio convivente fino a 26 anni di età. Molte famiglie con questa nuova regola non pagheranno nulla per la casa d´abitazione, altre rispetto allo scorso anno avranno uno sconto di 200 euro». Le altre aliquote restano invariate: fabbricati rurali 0,2%, altri edifici non adibiti ad abitazione principale 0,76.
Novi! tà anche per l´aliquota Irpef. finora dello 0,2% indipe! ndentemente dal reddito: ora sarà proporzionale al reddito, con scaglioni progressivi: 0,2% (fino a 28 mila), 0,4% (da 28mila a 55mila), 0,6% (dai 55mila ai 75mila), 0,8% (oltre i 75mila). Approvata anche l´applicazione della nuova tassa rifiuti. Gli obblighi di legge impongono al Comune di garantire maggiori entrate per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Circa 124 mila in più rispetto al 2012 (80mila da «girare» allo stato e 24mila alla Provincia) per un totale di 540mila. «La nuova tassa sui rifiuti sarà una nuova batosta soprattutto per le famiglie numerose», ha commentato il sindaco. «Una famiglia di sei persone che abita in 90 metri quadrati ora dovrà pagare circa 340 euro all´anno rispetto ai 120 di prima». Infine il bilancio di previsione 2013 è stato ridotto nelle spese correnti, rispetto all´anno scorso, di 300mila euro. «Sono rimasti invariati gli investimenti nei servizi e sociali», ha detto Bonometti. «Abbiamo tagliato! tutto ciò che non era indispensabile e siamo passati da 2 milioni e 800mila a 2 milioni e 500mila per quest´anno. La nostra priorità comunque è di salvaguardare in primo luogo le famiglie in difficoltà con bambini e minori». Nel 2013 non è prevista nessuna opera pubblica a causa delle ristrettezze di bilancio.

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